Ricorso Autovelox

auotveloxNegli ultimi tempi a causa della cronica e, in alcuni casi, disastrosa situazione finanziaria delle casse di molti comuni, che fa da pendant all’atavica questione del debito pubblico centrale, assistiamo spesso alla prassi degli enti territoriali di rimpinguarle attraverso altri, e ben noti, accorgimenti. L’espediente che spesso viene adoperato è infatti quello dell’utilizzo inappropriato dell’autovelox da parte della polizia municipale, quale “ausilio” ai propri compiti istituzionali. Tuttavia questo utilizzo, proprio perché viene privato del suo scopo che è quello di prevenire situazioni di pericolo nella circolazione stradale, attraverso una preventiva e adeguata segnalazione del dispositivo (che funge da deterrente), alcune volte NON è conforme alla legge.

Sicuramente non è conforme quando l’accertamento avviene su strade che, seppur ricadenti nell’ambito territoriale dell’ente locale, non riporta nel verbale gli estremi dell’autorizzazione prefettizia che dovrebbe evitare, almeno in linea di principio, siffatto uso distorto; a tal riguardo appare utile segnalare una recente pronuncia intervenuta sul punto dalla Corte di Cassazione (sent. n. 26441/2016) che ravvisa l’illegittimità del verbale redatto in assenza della citata autorizzazione. Basterebbe solo tale motivo per vedersi annullare il verbale, a volte di notevole importo, e vedere, altresì,  la pubblica amministrazione condannata a rifondere al cittadino le spese legali affrontate per  difendersi da una pretesa ingiusta ed illegittima, ma vi è di più!

La verifica della funzionalità dell’autovelox, come impone la legge, deve avvenire a cura di soggetti qualificati, terzi e abilitati all’uopo, non potendo essere effettuata dagli organi accertatori (per intenderci i vigili urbani); tale cautela è prevista per evitare veri e propri soprusi a danno degli automobilisti disciplinati, che rischiano di essere sanzionati pur in assenza di un effettivo eccesso di velocità.

Ci potremmo fermare qui nell’evidenziare la carenza dei requisiti normativi delle sanzioni irrogate ma la realtà, soprattutto quella locale, è “generosa” di spunti: mancanza di adeguata segnalazione, anche preventiva, dell’autovelox; mancanza di contestazione immediata del verbale o inconsistenza dei motivi che l’hanno impedita; assenza di copertura politica in ordine all’attivazione del servizio… e via discorrendo.

In buona sostanza, a sommesso parere di chi scrive, quello che potrebbe apparire un eccessivo zelo di tutela di un ordinato sviluppo della circolazione stradale, nasconde una primordiale forma di cupidigia pecuniaria, che rischia di abbattersi sull’automobilista delle strade nostrane, sempre più considerato dalle varie Autorità alla stregua di un bancomat di sicura erogazione.

Qualora leggendo queste righe abbiate riscontrato uno o più motivi che rendono la vostra “multa” ancor prima che odiosa, illegittima, sappiate che potete fare affidamento sul nostro Studio Legale per la tutela delle vostre ragioni (e del vostro portafoglio) attraverso la redazione di un efficace ricorso.

 

4 Responses to Ricorso Autovelox

  1. Laura 4 agosto 2017 at 07:24 #

    Buongiorno avvocato, volevo chiederle che differenza c’è tra il ricorso al giudice di pace e quello al prefetto?

    • Nicola Armenise 5 agosto 2017 at 17:28 #

      Salve, a parte il termine per impugnare che è di 30 giorni dalla notifica del verbale (escludendo il mese di agosto durante il quale il termine resta sospeso) per rivolgersi al giudice di pace, mentre è di 60 per ricorrere al prefetto, la differenza sostanziale è la maggiore affidabilità in termini di terzietà e competenza giuridica che offre l’autorità giudiziaria rispetto a quella amministrativa. Inoltre se il prefetto dovesse rigettare il ricorso la sanzione aumenta considerevolmente.

  2. Francesco 7 agosto 2017 at 18:41 #

    Buonasera in caso di pagamento entro 5 giorni, per beneficiare della riduzione della multa, è possibile fare ricorso in seguito?

    • Nicola Armenise 7 agosto 2017 at 18:45 #

      No, purtroppo. Il pagamento della sanzione entro il termine di cinque giorni dalla ricezione del verbale è ostativo alla presentazione del ricorso.

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